Introduzione
Nel luglio 2025 l’EFRAG (European Financial Reporting Advisory Group) ha pubblicato le bozze degli ESRS semplificati, avviando una consultazione pubblica fino al 29 settembre 2025.
L’iniziativa risponde a un’esigenza chiara: ridurre la complessità degli standard europei di rendicontazione di sostenibilità, pur mantenendo solidità e coerenza con la CSRD.
Questa revisione è considerata uno dei passi più significativi dal lancio degli ESRS nel 2023.
Le principali novità degli ESRS semplificati
1. Riduzione dei datapoint
- Il numero di indicatori richiesti è stato ridotto di circa il 57%.
- L’obiettivo è alleggerire il carico per le imprese, soprattutto per le PMI e le aziende non quotate che operano in catene di fornitura complesse.
👉 Meno obblighi non significa meno trasparenza: la Commissione punta a concentrare i dati sugli aspetti realmente rilevanti.
2. Rafforzamento del principio di materialità
- Gli ESRS semplificati danno maggiore centralità alla doppia materialità, lasciando alle imprese più autonomia nella selezione delle informazioni da rendicontare.
- Viene ridotta la logica “checklist”, sostituita da un approccio basato su analisi qualitativa e quantitativa dei rischi e degli impatti.
👉 Questo consente di personalizzare la rendicontazione, rendendola più vicina alla realtà di ciascuna azienda.
3. Distinzione fra obblighi e buone pratiche
- Gli standard rivisti chiariscono cosa è obbligatorio e cosa è raccomandazione o best practice.
- In questo modo le imprese evitano confusione e possono pianificare meglio tempi e risorse.
4. Struttura più lineare del reporting
- I documenti di sintesi confluiranno nei bilanci di gestione o nei report di sostenibilità integrati.
- Le informazioni tecniche e di dettaglio saranno collocate in appendici o guidance, semplificando la lettura per gli stakeholder.
5. Allineamento con altri quadri normativi
- Gli ESRS semplificati rafforzano la coerenza con:
- Tassonomia UE sugli investimenti sostenibili,
- CSDDD (Corporate Sustainability Due Diligence Directive),
- Linee guida internazionali (ISSB, GRI).
👉 Questo riduce la frammentazione normativa e i rischi di doppia rendicontazione.
Tempistiche
- Luglio 2025 → pubblicazione delle bozze (Exposure Drafts).
- 29 settembre 2025 → chiusura della consultazione pubblica.
- Novembre 2025 → approvazione finale da parte della Commissione Europea.
- Esercizi 2026 in poi → progressiva applicazione per le imprese soggette.
Impatti per le imprese italiane
Per le aziende italiane, gli ESRS semplificati rappresentano:
- Un’opportunità di adeguamento più realistico, soprattutto per le PMI che entreranno nella rendicontazione dal 2028.
- Maggiore chiarezza operativa, riducendo la confusione tra obblighi e raccomandazioni.
- Un vantaggio competitivo per chi adotterà in anticipo il modello semplificato, presentandosi come trasparente e credibile verso banche, investitori e partner internazionali.
Cosa fare ora: 5 passi pratici
- Seguire l’evoluzione della consultazione pubblica entro settembre 2025.
- Aggiornare le roadmap interne di sostenibilità in base ai nuovi standard.
- Valutare quali datapoint restano essenziali per il proprio settore.
- Avviare un dialogo con revisori e consulenti per interpretare correttamente i requisiti.
- Prepararsi a un sistema di rendicontazione più “su misura”, basato su materialità reale.
Conclusione
Gli ESRS semplificati 2025 segnano una svolta: meno burocrazia, più sostanza.
L’Europa non rinuncia alla trasparenza, ma punta a renderla più proporzionata e accessibile, evitando che la rendicontazione ESG diventi un ostacolo alla competitività.
Per le imprese italiane, questa è l’occasione giusta per trasformare l’adempimento in leva strategica, costruendo processi di sostenibilità solidi ma calibrati sulle proprie dimensioni.






